Settore pubblico
Consultazioni cittadine
La difficoltà di una consultazione cittadina non è scriverla, è ottenere risposte da chi di solito non risponde. Chi risponde di propria iniziativa tende a essere già coinvolto nella vita comunale, quindi il risultato descrive i più attivi e non il quartiere. Pubblicala su più canali insieme, tienila sotto i cinque minuti, chiedi quartiere ed età per capire chi manca, e dichiara fin dall'inizio cosa farai con le risposte: il dubbio sulla loro utilità è il primo motivo per cui non si partecipa.
I modelli
Chi risponde e chi no
Una consultazione aperta si autoseleziona: rispondono quelli che stavano già ascoltando. Per questo tutti questi modelli chiedono quartiere e fascia d'età, non per curiosità demografica ma per confrontare il profilo di chi ha risposto con l'anagrafe e vedere quali gruppi mancano. Se un quartiere o una fascia risulta molto al di sotto del suo peso reale, questo non invalida la consultazione, ma obbliga a dirlo quando pubblichi e a rafforzare la diffusione lì prima di chiuderla.
Filtra la residenza all'inizio
Una consultazione comunale pubblicata dietro un link aperto può essere compilata da chiunque, anche da chi non vive nel comune. Questi modelli iniziano con una domanda di residenza che esclude i non residenti, così il campione è davvero quello che dichiari. Non è un ostacolo burocratico: è ciò che ti permette di difendere il risultato se qualcuno lo contesta, e occupa una sola schermata.
Pubblica ciò che emerge
La partecipazione alla prossima consultazione dipende da cosa è successo dopo la precedente. Se i cittadini non vedono mai il risultato, imparano che rispondere non serve, e il prossimo tasso di risposta sarà peggiore. Pubblica le cifre complete, comprese quelle scomode, di' quante persone hanno risposto e da dove, e spiega quali decisioni sono state prese con quei dati e quali no, e perché. È la parte più economica del processo e quella che più condiziona la successiva.